Rinnovamento tecnologico verso l’industria 4.0
Il mondo industriale sta andando incontro alla quarta rivoluzione della sua storia: un’evoluzione sempre più prossima ed inevitabile che porterà alla cosiddetta industria 4.0, caratterizzata dai connotati del rinnovamento tecnologico e dell’attenzione all’ecosistema. Ciò è dovuto a diversi fattori, fra cui quello demografico e quello ambientale. La necessità di conformarsi alle esigenze di questi campi appare sempre più improrogabile ed è per ciò che il mondo ha fatto la sua scelta.
COS’È L’INDUSTRIA 4.0
Le risorse disponibili sul pianeta vanno scarseggiando di anno in anno e, mentre la produzione continua ad alzare l’asticella della domanda, l’offerta arranca sotto i colpi della fine prossima dei combustibili fossili e delle altre fonti energetiche finora indispensabili. Per affrontare questa problematica, gli esperti di tutto il mondo sono arrivati alla conclusione che serva un nuovo modo di intendere e di praticare l’industria, un ulteriore passo avanti che preservi, insieme, mercato ed ambiente, migliori le condizioni di lavoro, crei nuovi modelli di business ed aumenti significativamente la qualità produttiva.
Nasce così l’industria 4.0, spinta dal motore della digitalizzazione e dell’automazione, compreso l’utilizzo di tecnologie come l’intelligenza artificiale. Appare oggi imprescindibile raccogliere ed utilizzare nel modo corretto la quantità enorme di dati forniti e creati. La trasformazione passa attraverso una simbiosi sempre più consolidata tra piano fisico e virtuale, ottimizzando al meglio le risorse e rendendole efficienti e sostenibili. Il primo passo per un’azienda che voglia immettersi nella nuova frontiera dell’industria è sicuramente quello di conformarvisi legalmente. Ciò è possibile aggiornando le strumentazioni utilizzate ed il proprio approccio produttivo.
Ovviamente, tutto questo non può accadere senza un esborso economico. Chi non è in grado di affrontare la spesa, però, non deve dire necessariamente addio all’evoluzione industriale in corso, restando indietro. Infatti, oltre agli incentivi statali, esistono servizi di leasing delle apparecchiature adatte all’industria 4.0 e finanziamenti. Maintpro offre proprio questa possibilità.
PERCHÉ È IMPORTANTE
Un esempio del perché affrontare la transizione alla 4.0 sia importante può configurarsi con il “digital twin“. Per sviluppare un nuovo prodotto o impianto, infatti, dovrebbero svolgersi moltissimi test fatti su prototipi fisici. Questo starebbe a significare un consumo energetico non indifferente. La tecnologia in questione, invece, permette di ricreare un “gemello digitale” del prototipo, così da effettuare gli stessi test in formato virtuale: ecco un cospicuo risparmio di energia e risorse.
Inoltre, la raccolta dei dati creati in quella specifica situazione vanno a costituire la base del futuro, garantendo uno sviluppo affidabile già dalle fasi iniziali. Tutta la catena di progettazione giova della fusione tra fisico e virtuale, ottimizzando al meglio il continuo flusso di informazioni. Una impresa digitale che si rispetti riesce a sfruttare l’illimitata potenza dei software, accelerando il processo di produzione, ma senza rinunciare a sicurezza e privacy.
LA SMART FACTORY
Non si può parlare di industria 4.0 senza accennare al concetto fondamentale di “Smart Factory“. Esso si divide in tre rami che, insieme, compongono un’idea innovativa e futuristica:
- Smart Production, ossia un agglomerato di nuove tecnologie produttive. Una totale collaborazione tra operatore, strumenti e macchinari;
- Smart Energy, è l’ambito energetico e “green”. Adibito alla creazione di sistemi performanti ma che, contemporaneamente, limitino gli sprechi;
- Smart Service, in cui tutte le tecniche informatiche si integrano, a vicenda e con i sistemi, permettendo alle aziende di relazionarsi fra loro, con i clienti e con le strutture esterne.
LE CAPACITÀ RICHIESTE E LE NOVE TECNOLOGIE ABILITANTI
Oltre alle questioni di produttività, digitalizzazione, sfruttamento e rinnovamento tecnologico, l’industria 4.0 ha esigenze diverse rispetto al passato. Infatti, sono cambiate le competenze e le abilità richieste. A giovarne saranno soprattutto ingegneri, professionisti con un ruolo manageriale, informatici. Ma anche chi dispone del dono della creatività e della critica.
Il Boston Consulting, inoltre, ha definito quelle che sono le nove tecnologie abilitanti per l’industria 4.0:
- Sistemi avanzati di produzione, cioè sistemi connessi tra loro che garantiscono performance migliori e flessibilità. Tra questi la robotica a livello avanzato, con l’immissione sul mercato di robot collaborativi;
- Realtà aumentata, per coadiuvare al meglio gli operatori durante lo svolgimento della loro attività lavorativa;
- Industrial Internet, che riguarda la comunicazione tra azienda e mondo esterno ad essa;
- Simulazioni, per ottimizzare i processi di sperimentazione tra macchine interconnesse;
- Additive manufacturing, con un aumento dell’efficienza nell’uso dei materiali di produzione;
- Integrazione, nelle due forme orizzontale e verticale, come scambio prezioso di informazioni tra tutti i membri della catena di montaggio;
- Sicurezza informatica, per proteggere ogni singolo dato acquisito;
- Cloud, al fine di migliorare i registri creati, attraverso l’archiviazione e l’analisi dati;
- Big Data Analytics, per gestire la quantità di informazioni tramite sistemi aperti, i quali stimano previsioni future di produzione e mercato.
COME SI COMPORTA LA LEGGE ITALIANA
Già a partire dal governo Renzi, l’Italia ha cercato di conformarsi, incentivando gli investimenti funzionali alla, sempre più prossima, evoluzione tecnologica. Seguendo l’esempio di grandi potenze commerciali quali gli USA, il Giappone e la Germania, lo Stato presentò nel 2016 un piano di sviluppo dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico, l’onorevole Carlo Calenda.
Nel 2017 fu introdotta la maggiorazione per gli investimenti in beni di natura digitale (denominata oggi “Transazione 4.0”), con cui l’Italia incentiva la capitalizzazione delle imprese, ben oltre la Nuova Sabatini (con un occhio attento al meridione), addirittura inserendo la questione all’interno delle ultime edizioni della Legge di Bilancio.
L’obiettivo fu quello di introdurre una quota che finanziasse l’acquisto di macchine che impattassero poco o nulla sull’ambiente, creando un marchio ecosostenibile di produzione.
Ad oggi, la Transazione 4.0 è diventata un Credito d’imposta, potendo fruire della compensazione con tre quote annuali dal pari importo, oppure in un’unica soluzione.
Ciò serve per investimenti effettuati tra il 16 novembre e l’ultimo giorno di dicembre del 2021.
Particolare attenzione merita la “Formazione 4.0”, un progetto che investe piccole, medie e grandi imprese. Il governo incentiva la formazione professionale del personale sulle materie rilevanti per il passaggio dalla vecchia alla nuova concettualità di industria, stimolando il processo di digitalizzazione delle aziende.
Sul sito ufficiale del MISE si può facilmente trovare il “Piano Calenda“, in cui è possibile aggiornarsi su tutti i requisiti richiesti, le procedure effettuate e gli incentivi statali in materia di rinnovamento tecnologico e professionale.